Οικονομική κατάσταση των πόλεων της Κρήτης κατά την εποχή του πολέμου 1645-1669. Συναλλαγές του Γεωργίου Μόρμορη

Part of : Θησαυρίσματα ; Vol.4, 1967, pages 38-52

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38-52
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Condizioni economiche della città di Creta durante la guerra 1645- 1669. Affari di Giorgio Mormoris
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Il documento del notaio Nicolo Velano riguardante i beni mobili di Giorgio Mormoris, trasportati da Candia a Venezia da sua sorella Theoninfi, è già stato oggetto di uno studio dell’autore, pubblicato in «Πρακτικά» dell’Accademia di Atene (t. 40, 1965, pp. 258 - 267). Nel presente studio si precisa il significato dei termini, frequenti in questo documento, partita e fede, tenendo presente le precedenti opere di G. Luzzato e G. Mandich; cosi si chiarisce l’ampiezza dell’attività commerciale di G. Mormoris. Grazie ad una legge dell 1666, Venezia e i suoi possedimenti disponevano di una grande ricchezza monetaria. Il Banco di Giro accettava dei depositi in moneta contante, versando ai suoi clienti un interesse minimo. Questa misura aumentava le riserve monetarie della banca, mentre i privati non perdevano che una parte trascurabile dei loro depositi. In seguito a questo arricchimento il governo veneziano inviò a Candia nel 1668 una flotta carica di 975.000 ducati, di viveri e di 8.700 soldati. Mormoris, morto poco prima di quest’ultima data, precisa chiaramente nelle sue carte quanto da lui era stato versato, sperando che egli stesso o i suoi eredi non avrebbero perso troppo, volendo realizzare quanto era riconosciuto nei documenti. Questa prosperità spiega le misure prese per la protezione dei rifugiati che arrivavano alla metropoli dopo l’occupazione di Candia da parte dei Turchi. Un documento firmato da Francesco Morosini ci dice che i feudatari ed altri funzionari avrebbero occupato a Venezia dei posti analoghi a quelli che avevano avuto a Creta. Il resto della popolazione, rifugiata nei possedimenti veneziani, sarebbe stato sostenuto con viveri e denaro. La grande affluenza di questi profughi cretesi a Venezia è attestata in molti documenti. Nel registro dei matrimoni della Confraternita dei Greci il numero dei cretesi supera di molto quello di tutti gli altri Greci qui riunitisi a partire dal 1669; lo stesso fatto si riscontra nel libro, detto «Παρρησία», contenente i nomi dei fedeli, morti o vivi, ricordati durante la liturgia.
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