Ο Γεράσιμος Θηβών (1722-1734) και έπειτα Π. Πατρών (1734-1759) και η ανακαίνιση του μητροπολιτικού ναού της Θήβας

Part of : Θησαυρίσματα ; Vol.12, 1975, pages 155-170

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155-170
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Da due lettere del metropolita di Tebe Gerassimos e una del clero della città (1727 e 1729), rinvenute fra la corrispondenza del commerciante greco a Venezia Giorgio Melo (Archivio dell’Istituto Ellenico) e qui pubblicate, vengono alla luce dati sconosciuti ed interessanti sullo stesso e sulla chiesa metropolitana di Tebe. Si apprende che Gerassimos, dopo l’ordinazione, venne inviato a Tebe nell’aprile del 1722. Durante il periodo 1722- 1727 egli ricostruisce dalle fondamenta la rovinata chiesa metropolitana, che deve essere identificata con la vecchia chiesa della Madonna soprannominata della Loggia. Non avendo le possibilità economiche Gerassimos chiede l’aiuto di Melo per completare i suoi par amenti vescovili con un mantello ed un omoforion.Collegando questi nuovi dati con varie altre notizie già pubblicate, si può tracciare la carriera di Gerassimos. Nel 1722 — forse da monaco nel monastero di San Giovanni Teologo a Patmos — egli viene ordinato metropolita di Tebe; nel 1734 viene trasferito alla metropoli di Patrasso, dove si riscontra fino al 1755 e di nuovo dal 1757 fino al 1759. Si ignora dove abbia passato gli ultimi anni della sua vita. Il 20 maggio 1772 Gerassimos muore a Torà (Santorini), sua isola natale. Nel monastero di Patmos sono conservati la lettera patriarcale della sua elezione, il suo bastone pastorale (1733), il suo epigonation (1734) e il suo omoforion (1746).
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